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Fra la seconda metà del secolo scorso e la prima metà del nostro
il Tai Chi Chuan si è sviluppato in quattro branche o stili principali:
Yang, Chen, Sun e Wu. Vediamo ora brevemente cosa differenzia lo
stile Wu dalle altre scuole. Lo stile Chen è sicuramente il più
antico, tanto è vero che viene chiamato anche Lao Chia o vecchia
intelaiatura, ed è caratterizzato da posizioni molto basse e da
un alternarsi di movimenti lenti e morbidi con movimenti rapidi,
duri, frustati. Lo stile Sun presenta poi posizioni piccole, movimenti
agili e veloci, tanto da meritare il nome di stile Huo Pu Chia (intelaiatura
dai passi vivaci). Lo stile Yang invece, che è decisamente il più
diffuso in Italia, è denominato Ta Chia o grande intelaiatura, perché
caratterizzato da posizioni ampie; i movimenti sono lenti, morbidi
e continui. Proprio per queste sue peculiarità è sovente utilizzato
per il mantenimento della salute, anche se nella sua applicazione
marziale può rivelarsi vigoroso ed efficace.
Esistono poi due stili Wu: quello di Wu Yu Hsiang e quello di Wu
Chien Chuan. Il primo (o Hsiao Chia, intelaiatura piccola), creato
appunto da Wu Yu Hsiang, è caratterizzato da tecniche di ampiezza
ridotta, ed è da questo che deriva il summenzionato stile Sun. Il
secondo, e finalmente arriviamo al punto, prende il nome dal suo
sistematizzatore, Wu Chien Chuan (1870-1942), figlio e discepolo
di Chuan Wu (1834-1902), il vero e proprio creatore dello stile
Wu, che a sua volta era stato allievo di Yang Lu Chan, il fondatore
dello stile Yang. Sebbene la traslitterazione del nome dei due stili
Wu sia identica, essi tuttavia non vanno confusi, poiché diversi
sono gli ideogrammi cinesi e altrettanto diverse sono le tecniche
che li caratterizzano. Questo stile si differenzia infatti nelle
sue posizioni sempre leggermente inclinate in avanti e nelle sue
posizioni di ampiezza media. Se da un lato poniamo lo stile Chen
con le sue posizioni basse e i suoi colpi a frusta, e dall'altro
poniamo lo stile Yang, caratterizzato da posizioni ampie e movimenti
lenti, possiamo sicuramente mettere al centro tale stile Wu che
non a caso è stato definito anche Chung Chia o intelaiatura media.
La forma base a mani nude dello stile Wu è tradizionalmente composta
da 81 movimenti, il maestro Wang Pei-sheng nel 1953 tuttavia ha
riarrangiato la sequenza in 37 movementi, lasciando però inalterati
i principi ad essa sottesi. Ma chi è il maestro Wang e perché ha
modificato la forma tradizionale? Nato nel 1919 nella provincia
di Hebei, Wang ha cominciato a studiare Tai Chi Chuan a Pechino
fin da piccolo, e a quattordici anni è divenuto allievo di Yang
Yu-ting, uno degli ultimi membri della linea di Chuan Wu. Dopo decenni
di insegnamento notò che ci voleva troppo tempo per apprendere e
poi praticare la tradizionale forma lunga, dunque, venendo incontro
alle esigenze dei suoi allievi, trasformò la forma Wu eliminando
soltanto tutte le posizioni e i movimenti che si ripetevano più
volte nella medesima maniera, e modificando l'ordine tenendo conto
del grado di difficoltà e dell'impegno fisico richiesto nei vari
movimenti: il risultato è una forma di 37 movimenti (o 36 più 1,
poiché il primo, il movimento di apertura, spesso non viene considerato
come un vero e proprio movimento) per la pratica della quale non
occorrono più di 15 minuti.
Lo stile Wu, poco conosciuto e poco praticato in Italia, ha conservato
inalterati nel corso del tempo i tre aspetti che dovrebbero caratterizzare
il Tai Chi Chuan: l'aspetto terapeutico, quello marziale e quello
meditativo. Innanzitutto, la corretta ripetizione della sequenza
favorisce uno stato di salute e benessere fisico, poiché ogni singolo
movimento stimola differenti organi interni corrispondenti a particolari
malattie, tanto che le persone che sanno di avere un determinato
problema di salute o che sono troppo deboli per poter ripetere l'intera
forma, possono selezionare il movimento che va a curare la loro
malattia e ripeterlo: per esempio, coloro i quali soffrono di problemi
gastrointestinali e di diabete possono eseguire ripetutamente il
movimento del "prendere l'uccello per la coda".
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