Mente di Buddha


   
CALLIGRAFIA


zen
 
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Su un foglio di carta bianco un pennello si muove rapido e preciso lasciando linee di inchiostro scure, morbide energiche. L'evocativo rapporto tra pieni e vuoti appare subito chiaro e lo spirito viene rapito: siamo davanti a un'opera di Sho, una calligrafia.

Mentre in Occidente viene associata all'esercizio della "bella scrittura", in Oriente la calligrafia è intimamente legata alla pittura, è una vera e propria arte e come tale è una Via di crescita interiore o Do, in Giapponese. In Estremo Oriente un buon pittore è innanzitutto un buon calligrafo, visto che l'apprendimento delle due avviene parallelamente, usando i medesimi strumenti e rifacendosi ai medesimi principi. Lo scopo è riuscire a trasmettere lo spirito, il senso, l'emozione sul foglio, in modo che le parole calligrafate colpiscano lo spirito di chi le osserva.

Nel suo cammino da Occidente a Oriente lo Zen ha influenzato profondamente l'arte, la cultura e i costumi dei popoli. Dunque, oltre all'architettura, al teatro, alla letteratura e alle arti marziali, anche la pittura e la calligrafia ne hanno ricevuto una forte impronta. Molte di queste arti sono state importate in Giappone dagli stessi monaci zen che le praticavano nei monasteri come attività ordinarie. Ed è stato lo Zen a trasformarle in vere e proprie Vie dando loro quei codici che si estendono ben oltre il puro senso estetico fino a coinvolgere l'essere nella totalità della sua esistenza.

mente di buddha
mente di principiante
tao
zen
Questi caratteri giapponesi, che compongono la parola nyorai (tathagata in sanscrito), sono stati tracciati da Suzuki-Roshi usando come pennello l'estremità sfilacciata di una delle grandi foglie spadiformi della pianta di yucca che cresce sulle montagne intorno allo Zen Mountain Center
enso
cerchio vuoto
-simbolo dello zen-

 

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