| Il Tesoro dei precetti della Natura di Buddha |
| Č impresso nel profondo del nostro spirito. |
| La nebbia e la rugiada, la pioggia e la bruma |
| Sono il Kesa che riveste il nostro corpo |
|
|
|
Yoka Daishi, Shodoka, frase 39
|
Il Kesa (sanscrito Kasaya) è l'abito portato da tutti i monaci buddhisti
e, assieme alla ciotola, è il loro emblema. La leggenda vuole che
il Buddha, camminando con Ananda, notò una risaia suddivisa in terrazze
e fece solo un gesto al fedele discepolo che immediatamente comprese,
realizzando un abito, capace di distinguere i discepoli del Buddha,
che riproduceva il disegno del campo di riso. Il Kesa era nato.
Per preparalo i monaci raccoglievano pezzi di tessuto scartati o
consunti, panni mestruali, sudari e stracci luridi, li lavavano,
li tingevano e li cucivano insieme dando vita al "più prezioso degli
abiti". Se lo zazen è l'attività che abbraccia le contraddizioni
dell'esistenza per trasformarle in illuminazione, il kesa, trasforma
qualcosa di sporco e rifiutato in uno straordinario abito simbolo
della purezza originale.
Nel corso dei secoli e a seconda delle regioni il Kesa ha cambiato
la forma e il modo in cui è indossato. Per esempio nei paesi del
Sud est asiatico è portato direttamente sulla pelle mentre in paesi
più freddi, come il Tibet o la Cina viene indossato sopra altri
abiti. Tre sono i Kesa che un monaco deve possedere: quello a cinque
bande verticali, quello a sette e quello a nove. Nello Zen questa
tradizione è stata leggermente modificata e il Kesa a cinque bande
(gojo-e) è stato trasformato in un piccolo abito "da viaggio" o
Rakusu, che si porta intorno al collo. Nero è il colore dell'abito
dei novizi, mentre ocra è il colore dell'abito dei maestri che hanno
ricevuto la Trasmissione del Dharma.
Secondo la Tradizione Zen del Kesa Nyoho E (lett. così come deve
essere), alla quale il Centro di Piazza Dante si riferisce, ogni
monaco è tenuto a cucirsi il proprio abito secondo precise regole.
La cucitura è dunque considerata un'ulteriore forma di meditazione,
durante la quale occorre mantenere una corretta postura, un corretto
atteggiamento mentale e recitare ad ogni punto il mantra:"Namu Kie
Butsu".
|